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Lavoratori  e  . . .     


Lo statuto dei lavoratori

 

Statuto dei lavoratoriLa legge 20 maggio 1970 n°:300 conosciuta come statuto dei lavoratori, è considerata, dopo la Costituzione, il maggior atto innovativo in tema di diritto sindacale e del lavoro. Nacque dal preciso impegno governativo di prevedere una tutela completa dei lavoratori; tutela che proteggesse la dignità, libertà e sicurezza nei luoghi di lavoro, e, in particolar modo la libertà d’espressione e di pensiero, la salvaguardia dei singoli lavoratori e delle loro rappresentanze. Il disegno di legge fu presentato alla camera con il titolo: Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell’attività sindacale nei luoghi di lavoro. Lo statuto dei lavoratori non è e non vuole essere un codice del lavoro per questo non tocca tutti gli aspetti del rapporto di lavoro per il quale rimanda ai contratti di categoria e/o settore.La legge si basa sul presupposto che nei luoghi di lavoro deve crearsi un clima di rispetto per i diritti inerenti alla persona;

un rispetto dove il potere del datore di lavoro non deve sopraffare il lavoratore.


Il decreto legislativo 626 del 19 settembre 1994

 

Legge 626/1994Il Decreto legislativo n°:626 del 19 settembre 1994 recepisce in Italia otto direttive della CEE finalizzate a sostenere la salute e la sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro. La prima direttiva riguarda le misure generali per la prevenzione durante il lavoro mentre le altre sette direttive riguardano i rischi e gli aspetti specifici del lavoro stesso. Fino all'entrata in vigore del Decreto, la precedente legge (L. n°:833 del 1978 di "riforma sanitaria", istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale) affidava all'Ente pubblico, vale a dire alle USL - tramite i Servizi di Medicina del Lavoro - molti degli aspetti rilevanti dell'attività preventiva, ferme restando le responsabilità dei datori di lavoro. Adesso invece si assiste ad un trasferimento d’autonomia, fiducia e responsabilità ai datori di lavoro. La filosofia della prevenzione è dunque cambiata e ora spetta alle aziende la responsabilità di individuare e valutare i rischi per la salute e la sicurezza, ma soprattutto di programmare e di gestire le misure di prevenzione, di coinvolgere i lavoratori nel processo valutativo, di informarli e formarli, di assicurare un’adeguata sorveglianza medica dove è necessario. All'ente pubblico spetta di assistere le aziende, fornire ove possibile la consulenza necessaria, controllare l'attuazione di quanto è previsto dalla legge, facendosi promotore e garante dei processi di prevenzione all'interno delle aziende.                               


Riforma delle pensioni, il testo definitivo

 

Via libera definitivo della Camera al Ddl 2145b di riforma delle pensioni del 29 luglio 2004. Il provvedimento era stato approvato dal Senato il 13 maggio 2004 ricorrendo al voto di fiducia.

 

Questi i punti fondamentali della Legge  23 agosto 2004,  n° 243 (G.U. n. 222  21.09.2004 )


AUMENTO ETÀ - Dal primo gennaio 2008 si potrà andare in pensione di anzianità con 60 anni (61 per gli autonomi) più 35 di contributi, oppure con 40 anni di anzianità contributiva a prescindere dall'età anagrafica. L'età anagrafica sale a 61 anni (62 per gli autonomi) dal 2010; dopo la verifica del 2013 si vedrà se portarla a 63 anni (64 per gli autonomi).
TERZO CANALE PER LE DONNE - Il maxi emendamento introduce la possibilità per le donne di continuare, anche dopo il 2008, ad andare in pensione con 57 anni più 35 di contributi ma con una penalizzazione: il calcolo della pensione interamente col metodo contributivo (nel testo uscito dalla Commissione la possibilità era estesa anche agli uomini).
CERTIFICAZIONE - Chi entro il 31 dicembre 2007 avrà maturato i requisiti per l'anzianità potrà chiedere all'ente previdenziale di appartenenza un certificato che attesterà i diritti acquisiti e, dunque, la possibilità di andare in pensione in qualsiasi momento, indipendentemente da ogni modifica della normativa successiva alla certificazione.
RIDUZIONE FINESTRE - Passano da quattro a due quelle annuali per accedere alla pensione di anzianità. Per i lavoratori dipendenti l'attesa per la pensione, una volta raggiunti i requisiti va da sei mesi a un anno (se si sono raggiunti entro luglio si va a gennaio dell'anno successivo, se entro dicembre si va il primo luglio). Per i lavoratori autonomi l'attesa può andare da un anno a un anno e mezzo. La norma non si applica ai lavoratori che hanno chiesto la ''certificazione" dei diritti e hanno continuato a lavorare. Il maxi emendamento rinvia ai decreti delegati la decisione sul numero delle finestre di uscita per chi va in pensione con almeno 40 di contributi.
SUPERBONUS - Chi raggiunge i requisiti per la pensione di anzianità entro il 31 dicembre 2007 e decide di restare al lavoro si vedrà versare interamente in busta paga ed esentasse i contributi previdenziali destinati all'Inps (32,7%). Previsti incentivi anche per chi, avendo raggiunto i requisiti, sceglie di continuare a lavorare part time.
SILENZIO-ASSENSO - Il lavoratore avrà sei mesi di tempo dall'entrata in vigore dei decreti attuativi (o sei mesi dall'assunzione per i neo assunti) per decidere se dire no all'uso del suo Tfr per la previdenza complementare. In caso contrario il Tfr maturando andrà ai fondi pensione.
EQUIPARAZIONE TRA FONDI - Previste regole e controlli comuni per tutte le forme di previdenza complementare, dai fondi chiusi e aperti alle polizze individuali di assicurazione.
CONTRIBUTO PER PENSIONI D'ORO - Il maxi emendamento introduce l'aumento dal 3% al 4% del contributi sulle pensioni d'oro tra il 2007 e il 2015.
PER LAVORATORI IN MOBILITÀ RESTANO REGOLE ATTUALI - Per 10.000 lavoratori in mobilità con accordi stipulati prima del 1 marzo 2004 sarà possibile andare in pensione anche dopo il 2008 con le regole attuali. Le regole attuali sono mantenute anche per i lavoratori che sono stati autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione prima del 1 marzo 2004.

ESCLUSI MILITARI E FORZE POLIZIA - I militari e le forze di polizia sono esclusi dalle nuove regole.

 


 

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Significato di una ricorrenza

 

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